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Argento


L’argento e il suo fascino immutato

Noto sin dall’antichità, questo materiale mantiene intatta la sua versatilità d’utilizzo. Il suo impiego principale rimane  quello artistico

L’argento ha origini antichissime e nel corso dei secoli è stato usato per gli scopi più diversi, dall’applicazione scientifica grazie alla sua ottima conducibilità, all’impiego nella fotografia sotto forma di gelatina, sino ad arrivare al suo importante utilizzo per la preparazione di rimedi farmaceutici e come antibiotico (già Ippocrate scriveva dei suoi effetti benefici e delle sue proprietà curative).

A lungo considerato il secondo metallo più prezioso dopo l’oro (fu coniato per la prima volta in Lidia nel 600 a.C.), l’argento deve la sua fama alle caratteristiche di malleabilità e duttilità  che lo contraddistinguono e che ne fecero una delle principali materie per la fabbricazione di oggetti d’arte e la coniazione di monete; nel corso dei secoli, artigiani sempre più bravi sono riusciti a produrre manufatti nelle forme più svariate ed eleganti, attraverso sbalzi e ceselli.

È però nell’400 che l’argento fa il suo ingresso nella vita quotidiana: in tavola con piatti, coppe, saliere ed anche coltelli e forchette di varie dimensioni; brocche per l’igiene personale; soprammobili, sontuosi candelabri impreziositi da pietre e smalti. Via via esso diventò il simbolo del lusso e dell’agiatezza: operai sempre più esperti (Fabergè, Tiffany, Garrard, Bulgari e Buccellati) apportarono nuove conoscenze nella lavorazione, grazie soprattutto a noti designers che progettarono opere che sono state e sono tuttora realizzate dai migliori laboratori argentieri.

Oggi la lavorazione dell’argento trova la sua massima espressione nell’arte dell’argenteria, la quale dà vita agli oggetti più diversi: posate, vassoi, zuccheriere, coppe, piatti e, nell’ambito dell’arredamento, cornici, portafoto e vasi.

Pulizia e punzoni

L’argento si caratterizza per la sua lucentezza, malleabilità e patina che solo il tempo può conferirgli. La sua pulizia dev’essere effettuata con regolarità, con acqua tiepida e l’uso di un sapone neutro: una volta asciutto si potrà lucidare con panno morbido di cotone, mentre è sconsigliata la lana che contribuisce alla sua ossidazione. Le ripetute pulizie, soprattutto a causa dei prodotti in commercio, tutti più o meno abrasivi, possono consumare però i punzoni, i marchi che indicano più cose: il produttore, la città di saggiatura, le province di fabbricazione, l’anno di produzione e il grado di purezza.

In particolare in Inghilterra i punzoni indicano che un particolare pezzo apparteneva a una determinata casa nobiliare. Tra i punzoni inglesi più noti annoveriamo Birmingham, Glasgow, Newcastle, Norwich e York. Anche in Italia i punzoni assunsero una particolare rilevanza, in special modo a Roma dove vennero create le prime corporazioni degli argentieri (1358): ancora oggi i punzoni sei-settecenteschi apposti a candelabri e calici ci indicano il maestro argentiere e la provenienza del metallo.

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